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Piazza “Totoro”

L’ASSOCIAZIONE NEKOBUS

NekoBus nasce dalla fusione di due realtà attive sul Territorio della Provincia di Varese da divesri anni: alcuni soci della “Compagnia degli Otaku”, ideatori e organizzatori del Cassano in Comics dal 2014 e “Ambrapoint” che, collaborando con l’Associazione Commercianti e l’Amministrazione di Gallarate, ha contribuito alla realizzazione di molti eventi dal 2012 ad oggi.

NekoBus ha come scopo principale quello di promuovere iniziative che hanno contenuti educativi e con messaggi socialmente utili, con l’ausilio della letteratura, la filmografia, le arti visive e la drammaturgia, coinvolgendo esperti dei vari settori artistici e professionali. La salvaguardia del nostro ambiente, la natura e la sostenibilità dei valori della vita, attraverso la diffusione dei personaggi e le storie raccontate dallo Studio Ghibli.

Attività aggreganti, ludiche, eventi sportivi, musicali, incontri letterali e artistici, non al solo fine dell’intrattenimento, ma promuovendo una crescita personale ed emozionale, stimolando la crescita e l’unicità che costraddistingue ogni singolo individuo.

Durante la giornata verranno proposti:
StoryTelling in 3D – Creazione di un percorso conoscitivo sul nome delle piante della foresta di Totoro con animazione e intrattenimento per Bambini basato sulla storia “il mio vicino Totoro” di Hayao Miyazaki e Tsugiko Kubo, dal quale è stato tratto l’omonimo film d’animazione, vero cult Giapponese. Il racconto/lettura verrà animato dalla presenza di pupazzi ed oggetti con i quali i bambini potranno interagire e dalla riproduzione di alcune fra le illustrazioni più significative del libro.
Orari StoryTelling in 3D dalle 11.30 alle 12.00, dalle 14.30 alle 15.00, dalle 16.30 alle 17.00
–  i bambini (anche quelli un po più grandi!) potranno creare il proprio Totoro piegando la carta di origami o decorando e colorando uova di plastica/polistirolo. I più piccini invece avranno modo di colorare i personaggi del raccanto “il mio vicino Totoro”.

Nekobus vuole proporre la diffusione di un personaggio, e della sua storia, che in Giappone oltre ad essere in assoluto il più amato da i bambini, è diventato simbolo di una battaglia ecologica.

Totoro è il logo dello studio Ghibli (casa produttrice del pluripremiato maestro dell’ animazione Hayao Miyazaki) e icona della “Totoro no Furusato Foundation” nata per tutelare una delle più importanti foreste urbane, quella di Sayama, circa 8750 acri, a quaranta chilometri da Tokyo.

Attraverso il racconto della storia (che siamo convinti spinga in seguito anche alla visione di questo e di tutti i film di produzione Ghibli, ognuno con un profondo messaggio educativo e qualvolta anche ecologico), ci proponiamo al pubblico (da i 4 ai 12 anni di preferenza ma fino ai 90 sono ben accetti!!!) con una tematica fondamentale in quest’era di evoluzione tecnologica: l’importanza e la salvaguardia del nostro ambiente, la natura, e con esso uno stile di vita, i valori, le tradizioni ad esso legato.

Il disegno animato, il libro illustrato, e TOTORO, il personaggio fiabesco in questione, veicolano un linguaggio semplice ed immediato con cui rivolgersi al pubblico, anche più acerbo.

Questa storia, apparentemente semplice, offre vari gradi di interpretazione, come del resto tutta la filmografia e prima ancora la produzione manga (vedi “Nausicaa della Valle del Vento” dove si affronta la contrapposizione fra avanzamento tecnologico e distruzione dell’ambiente), del Maestro Miyazaki.  Qui l’argomento principale è quello della valorizzazione di un concetto di vita sana in un ambiente ancora non(o scarsamente, ormai bisogna dire così) inquinato, del connubio fra corpo e spirito e dell’importanza vitale dell’immaginazione.

E’ come sempre l’elemento “magico” che attrarre il pubblico ed è anche l’elemento salvificante  nei momenti di pericolo, di dolore, nelle difficoltà della vita reale.

Ma non è mera “magia”: è spiritualità e forza ultraterrena, infatti TOTORO è uno spirito.

TOTORO che morfologicamente è un incrocio fra un procione, un orso e una talpa, è lo spirito della foresta, e la sua tana è fra le radici di un secolare albero della canfora.

E’ con lui che due sorelline, appena trasferitesi dalla città alla campagna, fanno amicizia. Hanno traslocato con il loro papà in una vecchia casa (piena di spifferi e di spiriti del buio) per stare vicino alla mamma malata, ricoverata in un ospedale immerso nel verde dove può respirare aria pulita.

Lo spirito della foresta non è visibile a tutti, da principio solo la piccola Mei ma poco dopo anche la sorella più grande, riescono a incontrare TOTORO, anche se gli adulti nel film non ne negano mai l’esistenza.

E’ l’ingenuità dell’infanzia, la capacità di immaginare e creare “mondi altri”, la mancanza di razionalità, che permettono di entrare in contatto con gli spiriti.

TOTORO è lo spirito della foresta e regala loro dei semini che piantati in giardino producono da prima teneri  germogli di un promettente orto e poi, dopo una danza al chiaro di luna, creano un enorme albero, alto fino al cielo. E’ sempre lui che chiama in aiuto il Gattobus quando la piccola Mei si perde per la campagna, nel tentativo di raggiungere da sola la mamma in ospedale, per portarle una pannocchia, frutto della terra, che le farà bene e la farà guarire al più presto.

Se è grazie all’immaginazione che da bambini si riesce a sconfiggere la paura, si spera che una volta diventati adulti, quell’immaginazione si trasformi con la razionalità nella capacità di mantenere saldi i valori assimilati attraverso storie come questa.

La narrazione che noi proponiamo sarà illustrata dalle stupende immagini tratte dal film e dai pupazzi  dei personaggi (che potranno essere animati dai bambini stessi). Con sottofondo la canzoncina accattivante della marcetta di Totoro e la possibilità di colorare i disegni a tema e poi creare un piccolo Totoro origami, permetteranno ai giovani spettatori di portarsi a casa un ricordo della giornata e del racconto ascoltato.

P.S. L’albero della canfora, che non è autoctono delle nostre zone ma cresce spontaneo in Giappone e Cina, può vivere più di mille anni. E’ presente nell’area mediterranea solo se coltivato. Ne esiste un esemplare secolare nel parco di Palazzo Borromeo, sull’Isola Bella, Lago Maggiore, ed uno ancora più grande al Parco di Capodimonte a Napoli.

(bibliografia: Valeria Arnaldi: Hayao Miyazaki, un mando incantato – Matteo Boscarol: i mondi di Miyazaki, percorsi filosofici negli universi dell’artista giapponese)

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